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Rossella Venezia (@vanigliacooking), Instagram profile photo
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Rossella Venezia

Photographer
@vanigliacooking
Blogger since 2008 • Food writer and styling 📷 Photographer @rossellavenezia_ph 📐 Architect 📕 Cookbook author 📩 🚗 Italia
  • Photography & Video
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  • Engagement 1.07%
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About Rossella Venezia

Rossella Venezia (@vanigliacooking) is a Photographer creator on Instagram, also filed under Photography & Video. The account has 16,204 followers and 2,334 published posts. Recent posts average 152 likes and 25 comments, an engagement rate of 1.07%.

With 16.2K followers, Rossella Venezia is a micro creator by the common 10,000 to 100,000 definition. Rossella Venezia follows 4,100 accounts, so the audience is roughly 4 times the size of the list followed. Rossella Venezia carries Instagram's verified badge and uses an Instagram professional account. Flinque files Rossella Venezia under Photographer, with Photography & Video as a secondary category.

The Instagram bio for Rossella Venezia runs to 14 words across 6 lines. The bio mentions @rossellavenezia_ph. The latest activity Flinque has on record for Rossella Venezia dates from October 2026.

Story Highlights

Unlocking shows the title and cover image of every story highlight this creator keeps pinned to the profile.

2,334 Posts

Of the 10 most recent posts shown for Rossella Venezia, 8 are carousels and 2 are videos. That mix leans toward carousels. With 2,334 posts published, Rossella Venezia's archive runs well past the 2,000 mark. Against the audience, that is roughly 6.9 followers for each post published. Rossella Venezia also keeps 10 story highlights on the profile. All 10 carry captions, averaging 223 words each. The captions are written mainly in Italian. Words that recur across them include della, ricetta, questo, tutti and perché. The captions tag #vanigliastoriedicucina, #vanigliacooking, #grandimoliniitaliani, #pangoccioli and #breakfast.

🍞 Il pane è materia viva.

Per comprenderlo servono conoscenze scientifiche, mani attente e la capacità di osservare quello che accade durante ogni fase della lavorazione.

Ne 𝐋𝐚 𝐓𝐞𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐧𝐞 Aurora Zancanaro racconta la panificazione attraverso il suo sguardo da chimica e la sensibilità di chi come lei lavora ogni giorno con gli impasti. Spiega il ruolo dei cereali, la struttura del chicco e il comportamento delle farine. Poi invita ad ascoltare l’impasto, a riconoscerne i segnali, a capire quando intervenire e quando lasciare che il tempo faccia il suo lavoro.

La teoria naturalmente si accompagna alla pratica: questo libro raccoglie 40 preparazioni dolci e salate, tutte vegetariane e molte anche vegane, suddivise secondo le stagioni.

NOVITÀ disponibile in libreria e online!
🍞 𝐋𝐚 𝐓𝐞𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐧𝐞 tecnica e ricette
✍️ Aurora Zancanaro
📸 Fotografie di Rossella Venezia
🎨 Illustrazioni di Luca Boscardin
🍞 Il pane è materia viva.

Per comprenderlo servono conoscenze scientifiche, mani attente e la capacità di osservare quello che accade durante ogni fase della lavorazione.

Ne 𝐋𝐚 𝐓𝐞𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐧𝐞 Aurora Zancanaro racconta la panificazione attraverso il suo sguardo da chimica e la sensibilità di chi come lei lavora ogni giorno con gli impasti. Spiega il ruolo dei cereali, la struttura del chicco e il comportamento delle farine. Poi invita ad ascoltare l’impasto, a riconoscerne i segnali, a capire quando intervenire e quando lasciare che il tempo faccia il suo lavoro.

La teoria naturalmente si accompagna alla pratica: questo libro raccoglie 40 preparazioni dolci e salate, tutte vegetariane e molte anche vegane, suddivise secondo le stagioni.

NOVITÀ disponibile in libreria e online!
🍞 𝐋𝐚 𝐓𝐞𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐧𝐞 tecnica e ricette
✍️ Aurora Zancanaro
📸 Fotografie di Rossella Venezia
🎨 Illustrazioni di Luca Boscardin
Presentazione in anteprima del libro “LA TEORIA DEL PANE tecnica e ricette”

di Aurora Zancanaro
Fotografie di Rossella Venezia
Illustrazioni di Luca Boscardin

Grazie Silvia Moroni e grazie a tutti i presenti, è stato bellissimo! ♥️
Cosa mi manca di Pantelleria, cioè della prima, breve Pantelleria della mia vita, è soprattutto quel profilo bitorzoluto e nero al tramonto, quella presenza giurassica e rassicurante che ti prende la testa e la bocca dello stomaco, mentre capisci che non ti serve quasi nulla, per vivere, infondo, se non la facoltà di sentire: odori, sapori, brezze marine o pietre roventi, te stesso, volendo, inaspettatamente mentre guardi lontano lontano, e intanto annusi inforchetti addenti un vigoroso piatto di busiate alle vongole piccanti.

La ricetta improvvisata durante queste vacanze tardive la trovate ora sul blog: rossa e appunto piccantina come piace a me, e fotografata un po’ di corsa perché il tempo da impiegare pendeva tutto vistosamente verso l’assaggio caldo.

#busiate #vongole #pasta #pantelleria #vanigliastoriedicucina

Busiate piccanti alle vongole: link in bio;)
Pensavo fosse perché ancora non c’era nemmeno l’ombra di un tavolo, tantomeno di una sedia, ma nonostante ora un po’ alla volta siano arrivati pezzi di cucina nuova, il tavolino tondo in marmo che tanto volevo, le sedie di design originali anni settanta che ho scippato ai miei genitori, cuscini e materassi per sedute definitive e lucine temporanee alle pareti, il “posto” resta sempre e solo lui: la finestra sul fiume.

Che siano i gattini a cercare un punto in cui arrotolarsi, i miei cugini per sedersi di passaggio per fare un saluto, i muratori con la loro pausa pranzo nel mezzo del caos e della polvere, istintivamente tutti, alti o bassi, quadrupedi o bi-, vogliamo sederci a riposare leggere mangiare parlare lì, sul gradino finestrato.

Quindi la mattina ogni volta la scena è questa: la sveglia che suona a più riprese fino a che uno dei gatti, autorizzato dal suono persistente, mi atterra in faccia, io che mi trascino, al momento pure zoppicando, in cucina, il profumo del caffè, e qualcosa di morbido da mangiare, che sia accogliente, e nel posto in cui istintivamente fermarsi per capire dove sono: la finestra.

Ecco per iniziare ogni giorno mi serve una colazione accogliente, che mi aiuti a capire dove sono e mi instradi nella giornata.

C’è una tag sul blog che si chiama proprio “cose panose”, credo che quasi venti anni fa quando l’ho istituita pensavo proprio a questo: leggermente dolce ma soprattutto morbido per accoglierci ed accogliere ogni giorno.

Magari con cioccolato pure meglio;)

#pangoccioli, nel caso ve li foste persi un paio di giorni fa sul blog. Ricetta al link in bio e che la giornata e il finesettimana siano meravigliosi per tutti voi ♥️🩷

#goodmorningpost #breakfast #chocolate #vanigliastoriedicucina
Settembre è ufficialmente, sul blog, da sempre, un mese dolce, di quella dolcezza associata quasi più al morbido più che al goloso in senso stretto.

È un mese di ripartenza e forse per questo ormai da anni mi viene da associare la partenza dell’anno scolastico e la ripartenza lavorativa al primo momento della giornata: la colazione.

E così, da mesi avevo in mente che volevo provare a fare a casa i pangoccioli, i noti paninetti tondi con gocce di cioccolato, e alla fine non poteva che accadere ora che li facessi e li postassi, esattamente a settembre, col loro portato di coccole e morbidezza, col cioccolato tritato a mano così i pezzi piccoli si disseminano nell’impasto rendendolo tutto di fatto “cioccolatoso”, e quelli grandi arrivano all’improvviso facendoti sentire il vincitore di una specie di lotteria della felicità sonnolenta, la mattina quando ancora non ci stai capendo nulla, e hai ancora decisamente bisogno di qualcosa di caldo e morbido.

Proprio perché li ho pensati per l’inizio della giornata, la farina predominante è quella integrale decorticata a pietra degli amici di, e per rendere la consistenza finale ancora più morbida ho usato l’ormai collaudato (e semplicissimo) metodo thang zhong, ovvero un roux di acqua (e/o latte) e farina, che permette di concentrare i liquidi, pregelatinizzandoli, come per la besciamella, dell’impasto a cui viene aggiunto.

Auguro una giornata morbida a tutti voi. E un settembre che lo sia altrettanto ♥️❤️

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#colazione #breakfast #pangoccioli #grandimoliniitaliani #vanigliacooking

la ricetta la trovate cliccando nel Linkin bio!
A casa dei miei nonni, a Melfi, c’erano 4 balconi, e ognuno suscitava la mia attenzione di bambina sensibile alla conformazione degli spazi.

I primi due percepibili, perchè di fatto sulla strada, sono balconi gemelli, i più “istituzionali” diciamo, belli simmetrici a destra e a sinistra del portone d’ingresso della casa, con le balaustre lavorate e così pieni di piante bellissime e d’estate fiorite che quando passava la banda, il giorno della festa dell’Assunzione, noi piccole, mamma e nonna e zia, anche se i balconi erano due, quasi non riuscivamo a starci.

Poi c’era un terzo terrazzo misteriosissimo per me, che partiva dal salone, ed era largo e abbastanza profondo, un rettangolo ma non troppo allungato, che finiva su un muro. Nel senso che qual balcone era “passante” (senza di fatto passare, ovvero senza collegare) su un vicolo. Avresti potuto affacciarti a destra e sinistra e vedere le persone che ci passavano sotto, da una parte all’altra, nel vicolo, ma questo era impossibile perchè i suoi parapetti in muratura, alti, e la grande presenza, qui oserei dire ancora di più, di piante lussureggianti, lo rendeva impossibile, e aggiunto a questo la sua profondità inusuale dovuta al fatto che non fosse uno sbalzo sospeso nell’aria ma un ponte agganciato a due muri a tutti gli effetti, lo rendevano ai miei occhi denso come un Giardino Segreto.

In ultimo c’è il quarto terrazzo sul retro, ferocemente esposto a sud, che collega visivamente i due punti più importanti della città di Melfi, ovvero il campanile della cattedrale e il Castello di Federico II, posti perfettamente sull’asse longitudinale del terrazzo stesso e che da lì si potevano vedere, dal terrazzo lunghissimo ai nostri occhi di bambine e più magico dei quattro ai miei, perchè, essendo la casa composta da due precedenti unità immobiliari separate all’interno, in un punto, da un pianerottolo, e unite solo da una stanza e non da un disimpegno, questo era di fatto l’unico collegamento che bypassava velocemente l’intera grande casa e che ci permetteva di sgattaiolare furtivamente dalla nostra camera alla sala da pranzo, facendo capolino dal di fuori nella camera dei nostri giovani zii.

Ci permetteva di gio
C’ho il blog che vive di vita propria. E stamattina se n’è uscito con questa ricetta, lo giuro.

L’incipit è “Trovatevi un temporale”, ed io mi sono accorta che era “partito”, con gambe proprie, grazie ad un commento della mia amica Manù che mi era stato notificato via mail e che diceva “Di’ la verità lo hai fatto apposta!”, perché non so da voi ma qui sul fianco adriatico fino a un bel pezzo di entroterra sta venendo giù il cielo.

Io ‘sto post boh, non so quando l’ho scritto né tantomeno perché l’ho programmato oggi (ah sia ben chiaro, io non programmo un bel niente, mi viene l’impellenza di scrivere, e in quei casi metto giù una data a ufo pensando “prima di allora aggiusterò le cose, c’è tempo 😅”, e poi me lo scordo), e così ogni tanto esce un post come un pop up, e ci va di lusso se il post è completo;)

In ogni caso, il mio non è vaticinio ma frustrazione da commento anti-forno, e quindi devo aver pensato che i primi di settembre avremmo avuto zucchine a bizzeffe ma forse temperature che non scatenassero altri tipi di tempeste.

Però, che bello sarebbe mangiarcela davvero in giardino d’estate e senza il temporale sta lasagna qui?
Con gli amici, tipo la Mari più i rispettivi pazienti consorti (che poi è la prova provata che si trattò di vita vera e non di set).

Gli scatti risalgono in effetti ad un inizio estate, e se guardate molto da vicino insieme alle zucchine ci sono gli asparagi. Ma voi potete mettere quello che volete, tanto, l’ho capito relativamente da poco, il segreto delle lasagne è affogarle di formaggio.

Non potete sbagliare;)

La ricetta è (autonomamente) sul blog, ed ora vado a leggerla anche io per capire davvero cosa avevo scritto;))

Baci baci!

#lasagne #zucchine #vanigliacooking #vanigliastoriedicucina #newrecipe
Succede questa cosa inspiegabile per cui il pane segue spontaneamente i miei ritmi di marcia, la viennoiserie i miei ritmi di risveglio, le focacce suscitano la mia curiosità e il mio interesse e la pizza, nonostante sia uno dei miei piatti preferiti (sempre dopo un piatto di spaghetti, sempre dopo;)), nonostante io mitizzi chiunque sia in grado di prepararsela in casa, quando si tratta di farla da me, provoca interdizione e sospetto, e resta bloccata in un punto in me non meglio precisato tra l’idea e la realizzazione, e quindi spesso e volentieri resta nei miei sogni.

Ero in questa specie di limbo qualche giorno fa, davanti ad un sontuoso pezzo di formaggio Castelmagno che stazionava nel mio frigo alla fine di uno shooting, e all’idea che doveva a tutti i costi essere associato ad uno dei migliori mieli di casa (Castagno? Colza?).

Poi ho realizzato di avere in dispensa un pacco di preparato per pinsa romana.

La pinsa differisce dalla pizza per forma (leggermente ovale e oblunga invece che tonda), per farina (un mix di grano riso e soia invece che solo grano), idratazione (alta piuttosto che media) e consistenza (croccante fuori e morbida dentro mentre la pizza ha un cornicione alto, soffice e alveolato, con una parte centrale sottile e morbida) e nonostante grazie ai miei oltre vent’anni di vita romana io la conosca bene di palato, non avevo mai avuto idea di come realizzata.

Immaginate la mia felicità quando ho capito che al pacco di farina che avevo dovevo solo aggiungere acqua, sale e olio.

Il giusto alloggiamento per il mio sogno di gloria di Castelmagno e miele, con la sola aggiunta di un po di mozzarella perché alla parte filante, ora ditemi voi, chi può mai rinunciare.

SPAZIALE 💛

Per la ricetta trovate il link in bio
E intanto buona cena a tutti!

#pinsa #vanigliacooking #vanigliastoriedicucina #grandimoliniitaliani #newrecipe
Ho la prova provata che anche i lievitati possono essere delle #ricettedaseduti!!!

Utile un’impastatrice, sì, e se vi va di gran lusso anche qualcuno che inforni d sforni per voi.

Per il resto, tutto sommato, complici anche i lunghi tempi di lievitazione, e la pezzatura “comoda” (niente tagli, giusto uno strappo al centro da trasformare in un unico grande forellone di una unica grande ciambella), questa ricetta si può fare anche belli comodi a sedere;)

Potete anche impastare a mano (utile il poter stare in piedi in autonomia in questo caso;)), anche perché parliamo di una ricetta della tradizione, di quelle poche smancerie e molta sostanza.

Si tratta del Biscotto di mezz’agosto, quando l’ho scoperto era qualche mese fa e mi ha letteralmente folgorata, suonava molto come un “Sogno di una notte di mezza estate” e possedeva tutte e tre le caratteristiche che deve avere un lievitato che io possa effettivamente catalogare come tradizionale, ovvero la presenza di tre ingredienti imprescindibili: semi di anice, olio d’oliva e una farina semintegrale decorticata a pietra, nella fattispecie la farina tipo 2 degli amici di

È a metà tra un lievitato e un biscotto, quindi, attenzione, meno morbido e più “ruvido”, e la tradizione toscana vuole sia impastato con il vino dolce Aleatico. Anche se, vedo in giro, ognuno usa quello che ha. Altra cosa bella delle ricette di una volta: sono indulgenti <3

Buon mezz’agosto a tutti voi!
(Link alla ricetta in arrivo in bio:-*)

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#biscottodimezzagosto #vanigliastoriedicucina #vanigliacooking #grandimoliniitaliani

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Who is Rossella Venezia?

Rossella Venezia (@vanigliacooking) is a Photographer creator on Instagram, also filed under Photography & Video. Rossella Venezia carries Instagram's verified badge and uses an Instagram professional account. The Instagram bio for Rossella Venezia runs to 14 words across 6 lines.

How many followers does Rossella Venezia have?

Rossella Venezia has 16,204 followers on Instagram (16.2K). Rossella Venezia follows 4,100 accounts, so the audience is roughly 4 times the size of the list followed. With 2,334 posts published, Rossella Venezia's archive runs well past the 2,000 mark.

What is Rossella Venezia's engagement rate?

Rossella Venezia's engagement rate on Instagram is 1.07%, between 1% and 3%, or 1 to 3 likes and comments per 100 followers. On a typical post that comes to about 1 like or comment for every 93 followers. Comments stay close to likes on Rossella Venezia's posts, at 152 likes and 25 comments on average, about 6.1 likes per comment.

What does Rossella Venezia post about on Instagram?

Flinque files Rossella Venezia under Photographer, with Photography & Video as a secondary category. Of the 10 most recent posts shown for Rossella Venezia, 8 are carousels and 2 are videos. The 10 recent Instagram captions Flinque holds for Rossella Venezia repeatedly use the words della, ricetta, questo, tutti and perché. Rossella Venezia's captions carry hashtags such as #vanigliastoriedicucina, #vanigliacooking and #grandimoliniitaliani. Rossella Venezia writes those captions mainly in Italian. Rossella Venezia keeps 10 story highlights, which open with a free Flinque account.

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Rossella Venezia's contact details are not published on Flinque's public profile. The Instagram bio links to 4 external sites, and a free Flinque account opens those links. Brands with a free Flinque account can shortlist Rossella Venezia and use Flinque's outreach tools wherever a contact route is on file.

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