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Tucamingo

Non-Profits & Religious Organizations
@tucamingo
🌸Femminismo, latte e biscotti 🤝@womensmarchmilan ♻️🏳️‍🌈📝
  • Spirituality & Religion
  • Following 704
  • Followers 6.4K
  • Engagement 5.35%
  • Avg comments 10

About Tucamingo

Tucamingo (@tucamingo) is a Non-Profits & Religious Organizations creator on Instagram, also filed under Spirituality & Religion. The account has 6,401 followers and 285 published posts. Recent posts average 344 likes and 10 comments, an engagement rate of 5.35%.

Tucamingo belongs to the nano tier, the band usually drawn between 1,000 and 10,000 followers. Tucamingo follows 704 accounts, so the audience is roughly 9.1 times the size of the list followed. Tucamingo is set up as an Instagram business account. Flinque files Tucamingo under Non-Profits & Religious Organizations, with Spirituality & Religion as a secondary category.

Tucamingo's Instagram bio is brief, at 5 words across 3 lines. The bio mentions @womensmarchmilan. The latest activity Flinque has on record for Tucamingo dates from January 1970.

Story Highlights

Unlocking shows the title and cover image of every story highlight this creator keeps pinned to the profile.

285 Posts

285 published posts give Tucamingo a moderate archive on Instagram. Against the audience, that is roughly 22 followers for each post published. Tucamingo also keeps 16 story highlights on the profile. All 10 carry captions, averaging 207 words each. The captions are written mainly in Italian. Words that recur across them include questo, della, nelle, violenza and donne. The captions tag #heforshe and #comingoutday.

L’artista che ha realizzato per noi questo disegno ha scelto di rimanere anonima, perché ha condiviso con noi, nelle slide di questo post, un’esperienza di violenza che la riguarda. Si tratta di violenza psicologica, fatta di umiliazione, e di violenza economica, fatta di privazione e controllo. Forme di violenza di cui si parla ancora troppo poco, ma che è fondamentale rendere argomento di conversazione, perché la violenza maschile non si esprime solo attraverso i cazzotti. Ho sentito amiche dire di temere di più il dolore provocato dalle parole taglienti e denigranti che i loro compagni riuscivano a pronunciare, piuttosto che quello procurato dagli schiaffi. Ho ascoltato le mie sorelle raccontare delle molestie subite a scuola, dei commenti inopportuni sul lavoro, della gelosia di padri e fratelli, perché la violenza di genere non si esprime solo all’interno della relazione romantica.
Eppure la narrazione mainstream ci porta a pensare che non ci sia niente di peggio della violenza fisica e che questa si verifichi solo per mano del partner.
👉🏻È ora di ampliare il discorso. Se vi va di riportare la vostra testimonianza nei commenti o in chat, raccontandoci le vostre esperienze con la violenza maschile, dentro e fuori dalla coppia, vi chiediamo di aiutarci a completare la frase “È violenza anche quando...”
👉🏻 Art originale realizzata dalla fantastica
25 NOVEMBRE: GIORNATA PER LA LOTTA ALLA VIOLENZA MASCHILE CONTRO LE DONNE
👉🏻La violenza di genere è un problema da uomini.
Di violenza di genere se ne parla ormai dal 2006, da quando negli spazi pubblici, così come in quelli privati, donne di tutte le età hanno iniziato campagne di sensibilizzazione e di denuncia. Le donne hanno aperto i centri anti violenza per supportare le proprie sorelle. Le specialiste nelle università raccolgono e divulgano dati sui femminicidi e istruiscono le più giovani di noi sulla violenza di genere e sul sessismo. Le amiche soccorrono le amiche nel momento del bisogno, ci sono per sporre denuncia e per coprire i lividi.
Le donne, anche solo per puro istinto di conservazione, hanno imparato bene a riconoscere la violenza e si sono sobbarcate la responsabilità di arginarla, di raccontarla, di combatterla e di punirla, quando forse la responsabilità di tutto questo se la dovrebbe prendere qualcun altro.
👉🏻Non sono forse gli uomini quelli che ci sposano e poi ci uccidono? Non sono forse gli ex fidanzati quelli che si appostano e ci sfigurano? Non sono i padri quelli che ci mettono al mondo e ci incatenano? O i mariti quelli che ci amano, ma ci sottomettono?
La violenza di genere è un problema da uomini, è un problema generato da un intricato sistema fatto di sbagliata narrazione della vita romantica, ruoli di genere e machismo, è vero, ma la conclusione rimane la stessa: la violenza di genere non dovrebbe essere responsabilità delle donne, così come i danni della pesca intensiva non sono responsabilità dei pesci. ⬇️CONTINUA SOTTO⬇️
Grazie mille a che ha realizzato per Il questa meravigliosa opera d’arte, inserendo frasi tratte da veri articoli di giornale.
.
L’UOMO VIOLENTO NON È MALATO, È IL FIGLIO SANO DEL PATRIARCATO.
È da anni che questo slogan ci accompagna nei cortei, nelle campagne social contro la narrazione della violenza di genere nei media e nei presidi sotto le redazioni dei peggiori giornali.
Perché ogni volta ci tocca subire violenza due volte: la prima è quando un uomo ci uccide, ci stupra, ci umilia, ci molesta, ci diffama, ci ricatta, ci insegue, ci minaccia, ci fa gaslighting, ci controlla tenendo in pugno il potere sui nostri soldi; la seconda è quando la narrazione pubblica delle nostre vicende racconta quell’uomo come santo e vittima oppure come orribile mostro.
È di poche settimane fa la notizia di un padre di famiglia, grande lavoratore e troppo innamorato della sua cara moglie e dei suoi amati bambini. Ha ucciso tutta la sua famiglia, ma è un dettaglio, ciò che conta è che aveva il cuore spezzato dal divorzio.
C’è poi quel geniale imprenditore, primo della classe, inventiva straordinaria, creatore di un impero digitale da miliardi di euro: una vera e propria eccellenza smart del nostro Paese, uno di quei giovani che restano, che lottano per far crescere l’Italia.
Una diciottenne ha raccontato di essere stata drogata e stuprata da lui, ma immagino sia il momento di “separare l’uomo dall’imprenditore”.
Questo tipo di narrazione è tossica perché, spendendosi oltre il decente per dare un’immagine del carnefice il più possibile positiva, si fa in modo che le persone entrino in empatia con lui e siano portate a non vedere in esso le responsabilità del gesto che ha compiuto (e infatti è in questi casi che la colpa viene facilmente fatta ricadere sulla donna coinvolta).
Quando si fa notare questo, però, la reazione generalmente è “ma no, si dice così perché nessuno se lo aspettava, non è come dici tu”.
Anzitutto, grazie del mansplaining.
Facciamo un passo avanti.
🔽CONTINUA NEI COMMENTI🔽
PRIMA DI LEGGERE IL POST FAI IL TEST2 NELLE STORIE IN EVIDENZA ✨MAGGIORANZA DI A: Profilo Grandi Classici. Probabilmente nella tua libreria ci sono autori come Charlotte Brontë, Jane Austen o Pirandello. Non ti fai spaventare da titoli che provengono dal secolo scorso, per questo ti consigliamo di dedicarti ai classici del femminismo! Siamo convinte che ti innamoreresti di testi come “Autostima” di Gloria Steinem, “Donne, razza e classe” di Angela Davis, “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf e “L’altro sesso” di Simone de Beauvoir!

✨MAGGIORANZA DI B: Profilo Libri Alternativi. Se questo è il tuo profilo significa che ami leggere ciò che ti riesce a trasportare oppure che la tua libreria femminista è piuttosto fornita e serve qualcosa di diverso dai soliti titoli. Ti consigliamo “Milk and Honey” di Rupi Kaur, raccolta di poesie femministe, “Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estés per scoprire attraverso gli archetipi delle favole lo spirito del lupo che è in te e “Me and white supremacy” di Layla F. Saad che con schede interattive ti aiuta a lavorare sul razzismo interiorizzato

✨MAGGIORANZA DI C: Forse per mancanza di tempo non sei una divoratrice seriale di libri, oppure ami fare letture più leggere! Ci sono testi impegnati ma non impegnativi che fanno al caso tuo come “Manuale per ragazze rivoluzionarie” di Giulia Blasi, “L’allegra vita della quota rosa” (raccolta di spassosi fumetti antisessisti) di Silvia Ziche o “Americanah” di Chimamanda Ngozi Adichie

✨MAGGIORANZA DI D: Profilo biografie. La tua libreria ha già una collezione delle basi del femminismo oppure sei un’amante dei saggi che ti permettono di sviscerare i temi che ami. Potresti allora scegliere tra la lunga lista di biografie di grandi donne per conoscere nel dettaglio le paladine che già hai imparato ad amare. Alcuni esempi sono “I am Malala”, “Becoming Michelle Obama”, “Simone dr Beauvoir-biografia di una vita e di un pensiero” o “Autobiografia di una rivoluzionaria” di Angela Davis
🌻PRIMA DI LEGGERE COMPLETA IL TEST NELLE STORIE IN EVIDENZA 🌻

✨MAGGIORANZA DI A: GLORIA STEINEM <Gloria acquisisce popolarità all’interno del movimento femminista di seconda ondata nel ‘63, dopo aver pubblicato un “diario” della sua esperienza sotto copertura come dipendente per playboy, denunciando la condizione disumanizzante che le conigliette erano costrette a subire. Nel ‘68 diventa la voce più influente del femminismo bianco e le sue battaglie riguardano specialmente il diritto all’aborto e l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro.>

✨MAGGIORANZA DI B: NARA BARÈ <È la prima donna a diventare coordinatrice generale della coordinazione delle organizzazioni indigene dell’Amazzonia brasiliana. Gli sforzi a livello nazionale e internazionale di Nara sono volti a sensibilizzare la politica mondiale riguardo al cambiamento climatico e a salvaguardare le poche terre rimaste ai nativi dell’Amazzonia, la cui esistenza è minacciata dal governo di Bolsovaro che incentiva il disboscamento a favore della coltura della soia e dell’allevamento intensivo.>

✨MAGGIORANZA DI C: EMMA
WATSON <Famosa per aver interpretato la tostissima Hermione, Emma diventa ambasciatrice di buona volontà per la UN women, l’organizzazione delle nazioni unite volta a promuovere la parità di genere. Il femminismo di Emma è quello della quarta ondata: intersezionale e culturale. È celebre il suo discorso, tenuto presso l’Onu, che ha lanciato L’hashtag #HeForShe con cui Emma sottolinea l’importanza che gli uomini possono avere nella promozione della parità e nello smantellamento dei costrutti patriarcali.>

✨MAGGIORANZA DI D: ANGELA DAVIS <Angela nasce in un quartiere dominato dai conflitti razziali e cresce radicale e progressista. Diventa militante del partito comunista, membro delle Pantere Nere e leader del movimento per i diritti civili. Durante la lunga, dura e ingiusta detenzione in carcere (venne poi infatti giudicata innocente e assolta con formula piena) scrive alcune delle pagine più rivoluzionarie della storia. Angela individua nello sfruttamento la radice dell’oppressione e ambisce a mobilitare una classe lavoratrice in grado di combattere insieme razzismo e sessismo.>
🎃 In risposta a chi definisce Halloween una “americanata” e una festa per imbecilli. L’immagine è stata utilizzata su concessione del fotografo Jon Sailer. Per questo post è disponibile il testo alternativo. 🎃
Nella foto: attivista e modella nativa americana da uno scatto per
🌻 🌻 Siamo convinte che una delle forme più letali di violenza ai danni delle popolazioni native sia la cancellazione, frutto anche della nostra ignoranza. Con questo post condividiamo con voi nove informazioni sulla vasta storia e cultura nativa americana. Vi rimandiamo ai contenuti di questi attivisti e di queste attiviste per approfondire:
Art in collaborazione con la fantastica
🌈 32 anni dopo l’istituzione del #ComingOutDay questa giornata non ha perso la sua importanza, anzi, ci da un’ulteriore occasione per ricordare che ogni esistenza ha valore e ogni storia conta. Raccontaci, se ti va, la tua nei commenti ⬇️ 🌈
Con questo ultimo progetto collettivo chiudiamo un mese di lavoro di divulgazione e sensibilizzazione sulle non monogamie etiche, ma apriamo una vita di nuove lotte e nuove rivolte.
La rivoluzione queer può passare solo per l’intersezionalità e la sovversione di un potere etero-mono-cis-normato al quale non abbiamo intenzione di sottostare.
Continueremo a metterci in discussione, a decostruire e a liberarci da ogni forma di oppressione con ogni mezzo che avremo a disposizione.
Tuttu contro il potere.
Tuttu non al nostro posto.
Facciamo rete.
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E come ogni fine-inizio che si rispetti, doverosi ringraziamenti:
A per essere stata l’ispirazione di questo progetto e la nostra bussola🍓
A per incarnare la rivoluzione bene come sa farlo solo lei🏳️‍🌈
A per tutti gli stereotipi che distrugge🌸
A Meth e Hermes di per essere un faro di bellezza e rivolta🌈
A per essere approdat* alla fine con tutto l’entusiasmo e la dolcezza che li caratterizza💕
Sex positivity significa avere un atteggiamento nei confronti del sesso che non sia giudicante. Vuol dire comprendere che la sessualità è vasta, ampia, fluida e libera e che va benissimo così.
Più ne parlo e più mi sembra ovvio, ma il confronto con la realtà mi dà torto.
Il sesso è una vera e propria unità di misura del valore, soprattutto se si è donne.
Noi ragazze veniamo abituate fin da subito a colpire le altre con slut shaming e giudizi, mentre allo stesso tempo impariamo che è giusto subirlo quando usciamo dagli schemi e ci dimostriamo troie.
Ma nella vita di tutte arriva quel giro di boa per cui non bisogna più stare attente a non volerlo, ma imparare a concedersi per non risultare frigide fi*he di di legno.
Da qui in poi il sesso diventa anche l’elemento sulla base del quale si valutano le relazioni.
Se sono esclusivamente sessuali, come le donne coinvolte, non avranno valore; ma se sono romantiche, il sesso è un dovere, altrimenti non è amore vero, non è una relazione vera.
Non solo: uscire da questo binario è impossibile. Perché le uniche relazioni che contano sono queste, in una rigidissima classifica dei rapporti in cui tutte le altre sfumature e possibilità scompaiono. Questa visione è talmente pervasiva e normativa, che è spesso quella che poi si esprime in forma di aroacefobia, delegittimando in toto un orientamento sessuale e romantico.
Si potrebbe continuare all’infinito a elencare gli ambiti in cui questa forma mentis ci limita e ci opprime, perché è un tale controllo sui nostri corpi e le nostre vite che tocca tutti i momenti della nostra esistenza.
La risposta a tutto questo è rivendicare: mio il corpo, mie le regole, mio il consenso. E non esiste dibattito in merito.
Per approfondire il tema, ci diamo appuntamento a questo venerdì per fare la rivoluzione in diretta su ig con la psicologa e attivista 🌈
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Original art by

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Tucamingo's engagement

Tucamingo's engagement rate on Instagram is 5.35%, between 3% and 6%, or 3 to 6 likes and comments per 100 followers. On a typical post that comes to about 1 like or comment for every 19 followers. An average post collects 344 likes and 10 comments, close to 34 likes for each comment.

Engagement rate

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Lookalike Creators

A free account lists creators whose audiences behave like this one, ready to shortlist and compare side by side.

Age & Gender

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Audience Location

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Primary Language

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Audience Interests

Unlocking lists the topics and categories this audience follows and engages with most often across the platform.

Authenticity

Unlocking scores how genuine the audience is, flagging fake, inactive or bot followers found in engagement patterns.

Audience Quality Score

Unlocking gives one overall audience quality score combining authenticity, engagement, follower activity and audience relevance.

Brand Affinity

Unlocking names the brands this audience already follows, mentions or engages with across social platforms.

Content Strategy

Unlocking breaks down the content pillars, tone and visual style this creator uses, and which formats perform best.

Commercial Insights

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Industry Fit

Unlocking rates how well this creator and audience align with specific industry verticals and brand categories.

Research Tucamingo further

Flinque ranks Instagram creators in Spirituality & Religion, categories Tucamingo is filed under, and its free tools measure the same figures for any public account.

Frequently asked questions

These answers about Tucamingo are generated from the Instagram profile data Flinque holds for the account.

Who is Tucamingo?

Tucamingo (@tucamingo) is a Non-Profits & Religious Organizations creator on Instagram, also filed under Spirituality & Religion. Tucamingo is set up as an Instagram business account. Tucamingo's Instagram bio is brief, at 5 words across 3 lines.

How many followers does Tucamingo have?

Tucamingo has 6,401 followers on Instagram (6.4K). Tucamingo follows 704 accounts, so the audience is roughly 9.1 times the size of the list followed. 285 published posts give Tucamingo a moderate archive on Instagram.

What is Tucamingo's engagement rate?

Tucamingo's engagement rate on Instagram is 5.35%, between 3% and 6%, or 3 to 6 likes and comments per 100 followers. On a typical post that comes to about 1 like or comment for every 19 followers. An average post collects 344 likes and 10 comments, close to 34 likes for each comment.

What does Tucamingo post about on Instagram?

Flinque files Tucamingo under Non-Profits & Religious Organizations, with Spirituality & Religion as a secondary category. The 10 recent Instagram captions Flinque holds for Tucamingo repeatedly use the words questo, della, nelle, violenza and donne. Tucamingo's captions carry hashtags such as #heforshe and #comingoutday. Tucamingo writes those captions mainly in Italian. Tucamingo keeps 16 story highlights, which open with a free Flinque account.

How do I contact Tucamingo for a collaboration?

Tucamingo's contact details are not published on Flinque's public profile. The Instagram bio links to 1 external site, and a free Flinque account opens that link. The account is registered as an Instagram business account. Brands with a free Flinque account can shortlist Tucamingo and use Flinque's outreach tools wherever a contact route is on file.

Tucamingo's own Instagram profile is the one outbound link Flinque publishes for the account, and the bio link opens after signing up.

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