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TENDERSTORIES

Film Producer
@tenderstoriesproductions
Bringing to life what is irreplaceable: STORIES. “Dicono di te” Podcast United Kingdom, Italy tenderstories.eu
  • Entertainment
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About TENDERSTORIES

TENDERSTORIES (@tenderstoriesproductions) is a Film Producer creator on Instagram, also filed under Entertainment. The account has 32,883 followers and 604 published posts. Recent posts average 1,981 likes and 28 comments, an engagement rate of 5.51%.

With 32.9K followers, TENDERSTORIES is a micro creator by the common 10,000 to 100,000 definition. Set against 595 accounts followed, the audience works out to about 55 followers per account TENDERSTORIES follows. TENDERSTORIES is set up as an Instagram business account. Flinque files TENDERSTORIES under Film Producer, with Entertainment as a secondary category.

The Instagram bio for TENDERSTORIES runs to 16 words across 4 lines. The latest activity Flinque has on record for TENDERSTORIES dates from June 2026.

Story Highlights

Unlocking shows the title and cover image of every story highlight this creator keeps pinned to the profile.

604 Posts

All 10 recent posts Flinque holds for TENDERSTORIES are videos. TENDERSTORIES has built a substantial archive of 604 posts. Against the audience, that is roughly 54 followers for each post published. TENDERSTORIES also keeps 29 story highlights on the profile. All 10 carry captions, averaging 192 words each. The captions are written mainly in Italian. Words that recur across them include podcast, questa, dicono, intervista and ascolta. The captions tag #podcast, #podcastitaliano, #cinema, #architettura and #claudiagerini.

Secondo lei, per fare questo mestiere, «nei posti bisogna starci».

In questa intervista con, Fiorenza Sarzanini racconta un’infanzia scandita dagli squilli notturni del vecchio telefono SIP e dai ricordi di un padre cronista. Dalle prime cronache di quartiere scritte nascosta «dietro l’armadio dell’archivio» del Messaggero, la condirettrice del Corriere della Sera intreccia la sua storia e i suoi drammi a quelli del Paese: l’anno dell’anoressia affrontato a ventitré anni senza mai smettere di lavorare, la scelta di sfilare in mezzo agli autonomi durante il G8 di Genova nel giorno della morte di Carlo Giuliani e l’immedesimazione nel dolore delle madri dell’Aquila. Tra il rifiuto dei social per proteggere la propria credibilità professionale e la paura quotidiana di subire un “buco” dalla concorrenza, Sarzanini rivendica una «passione sfrenata» che la tiene in servizio ventiquattro ore su ventiquattro, confessando che l’unico modo per trovare un po’ di pace è staccare il telefono e immergersi nel silenzio del mare.

Il podcast Dicono di te si ascolta sulle principali piattaforme audio gratuite e al link in bio.

#podcast #podcastitaliano #giornalismo #FiorenzaSarzanini
Dice che a lei del «cliché di un femminile rassicurante» non glien’è mai fregato niente.

In questa intervista con, si racconta a partire dal suo legame viscerale con Napoli, che dice essere la sua seconda città, un amore a lungo appesantito dai racconti materni di un dopoguerra di «distruzione, sopraffazione, fame, miseria e abusi». Foglietta spiega di aver fatto propri quei traumi finché la terapia non le ha aperto gli occhi: «Guarda che non è la tua storia». Dalle prime esperienze sul set affrontate con l’ansia legata al «tema della restituzione», l’attrice attraversa le nevrosi e le ferite del suo percorso. Tra il rifiuto per un cinema ruffiano fatto per «compiacere un gusto rassicurante dello spettatore» e il miracolo di un amore nato scrivendosi su Facebook diciassette anni dopo il liceo, Foglietta guarda al futuro convinta che «le vite davvero si possono giudicare solo alla fine», augurandosi però di non smettere mai di emozionarsi davanti a un talento quando «non è addomesticato».

La puntata 142 di Dicono di te è stata registrata live all’appuntamento di Napoli di Story Tour, la rassegna di eventi itinerante che porta le voci più importanti e le storie più coinvolgenti e sorprendenti in giro per l’Italia, un ciclo di eventi firmato Chora Media, e che porta l’energia del racconto in tutta Italia.

Il podcast Dicono di te si ascolta sulle principali piattaforme audio gratuite e al link in bio.

#podcast #podcastitaliano #cinema #AnnaFoglietta
«Giravo per la città e più il mio nome si vedeva e più... io esistevo. Esatto, io esistevo», dice lui, che ha cominciato a comunicare con il mondo facendo graffiti sui muri dei tunnel della metropolitana di Roma.

In questa intervista con, Silvano Albanese, in arte, ripercorre una carriera che definisce un «miracolo d’ostinazione». Ricorda l’infanzia e le decisioni che lo hanno portato a scrivere testi rap e lo scontro decisivo con un severo professore di fisica che lo gelò chiedendogli: «Ma tu come ti vedi tra dieci anni?». Per costruire quella risposta, Coez ha fatto il facchino, montato palchi fino alle sue prime collaborazioni con Riccardo Sinigallia e Niccolò Contessa, creando un ibrido inedito tra rap e cantautorato. Rifiutando la scorciatoia dei talent show, oggi vive la fama con cautela per non perdere la “vita normale” da cui nasce la sua scrittura, ma ammette di non voler dimenticare le ferite del passato: «Non ci passo sopra con la pialla a certe cose».

Coez sarà in tour a partire dall’8 luglio per portare dal vivo il terzo capitolo del suo format cult “From The Rooftop”, un progetto che nel tempo è diventato una delle espressioni artistiche più riconoscibili e autentiche del suo percorso, per poi proseguire con 13 date autunnali nei teatri italiani.

Il podcast Dicono di te si ascolta sulle principali piattaforme audio gratuite e al link in bio.

#podcast #podcastitaliano #architettura #Coez
Quando gli chiedono “che cos’è l’architettura”, lui risponde sempre in modo diverso. Questa volta ha detto che «è il tentativo di prolungare la vita oltre i limiti del giorno».

In questa intervista con, Massimiliano Fuksas ripercorre le tappe di una storia familiare che definisce un «imbroglio» di identità ancestrali, divise tra Lituania, Russia e Austria. Fuksas ricorda una giovinezza irrequieta, vissuta tra pittura e incontri straordinari, dall’apprendistato a bottega dal «burbero» Giorgio De Chirico al viaggio a Cuba dove il mito di Che Guevara si scontrava con la realtà dei tagliatori di canna da zucchero, fino alle cariche della polizia a Valle Giulia affrontate indossando un pullover arancione. Fuksas rievoca le partite a pallone in cui lui era il numero 10 e Pier Paolo Pasolini l’ala destra, l’antipatia viscerale per Alberto Moravia, che considera «un uomo di potere», e l’incontro fatale in Piazza della Rotonda con la moglie Doriana, conquistata promettendole un viaggio in America. Infine, rivendica la sua indole solitaria e la necessità vitale di consumare progetti: avere almeno un’idea nuova al giorno, sostiene Fuksas, è l’unico modo per continuare ad alimentare la suprema «illusione della vita».

Il podcast Dicono di te si ascolta sulle principali piattaforme audio gratuite e al link in bio.

#podcast #podcastitaliano #architettura #MassimilianoFuksas
Anche se al teatro è approdata tardi, sente che il rito e la dimensione itinerante del palco appartengono alla sua anima e non ne avverte la fatica, perché ogni sera, tornata a casa, insegue quell’«attimo prodigioso» capace di farla sentire viva e ancorata al presente.

In questa intervista con, ripercorre un percorso iniziato dopo aver abbandonato l’ambizione delle gare di equitazione, dall’infanzia folgorata al cinema da “E.T.” all’improvviso trasferimento a Los Angeles con la madre, dove studiava «come una formica» all’Actor’s Studio inseguendo il mito di Marilyn Monroe. In questa conversazione, l’attrice ricorda l’esordio acerbo in “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, i faticosi «no» detti per rifiutare l’etichetta limitante di «bella e stronza, e la scoperta del padre Michele nelle inedite vesti di regista «durissimo» sul set di “Ovunque sei”. Oggi, fresca di cinquant’anni, un numero che ignora felicemente perché dice di avere «un senso strano del tempo», rifugge la smania contemporanea di condividere ossessivamente il proprio privato, continuando a difendere la sua libertà: il privilegio faticoso di «non farsi condizionare dagli altri».

Ascolta la puntata 139 di Dicono di te sulle principali piattaforme gratuite e guarda la puntata su YouTube, Spotify e al link in bio.

#podcast #podcastitaliano #cinema #ViolantePlacido
Dice che a lei «soffrire piace abbastanza».

In questa intervista con, racconta un’infanzia cresciuta in una tribù di «selvaggi», segnata dalla ferita di una madre persa troppo presto. Dalle lezioni al Centro Sperimentale con Furio Scarpelli, la regista attraversa i ricordi dei giganti che l’hanno adottata: confessa il senso di colpa provato dirigendo Marcello Mastroianni — con cui finì a bere nove grappe la sera prima del set —, il timore reverenziale per Nanni Moretti e le feroci liti affettuose con Laura Betti. Tra il rifiuto dei premi cinematografici considerati «assurdi» e la fatica di mantenere vivo un amore lungo cinquant’anni attraverso il perdono, Archibugi guarda al futuro senza nascondere il terrore per la vecchiaia, augurandosi però di non perdere mai l’antico fascino per la marginalità.

Ascolta la puntata 138 di Dicono di te sulle principali piattaforme gratuite e guarda la puntata su YouTube, Spotify e al link in bio.

#podcast #podcastitaliano #cinema #FrancescaArchibugi
Claudio Amendola dice che «in lei c’è tanta Roma».

In questa intervista con, racconta come da bambina abbia sempre sentito di appartenere al «mondo di sopra», quello dello spettacolo e delle emozioni, ripercorrendo un percorso iniziato con un coupon ritagliato dalla rivista Cioè e una coreografia preparata sul terrazzo di casa. Gerini dice che quei primi pass la porteranno a debuttare appena quindicenne con Sergio Corbucci, imparando subito che il cinema si deve fare «dove si mangia bene». Dalla «fissità del volto» pretesa da Giuseppe Tornatore fino al provino per Denzel Washington tingendosi i capelli con una bomboletta del supermercato, l’attrice parla di un destino inseguito con ostinazione e senza mai avere paura dei propri sogni.

Ascolta la puntata 137 di Dicono di te sulle principali piattaforme gratuite e guarda la puntata su YouTube, Spotify e al link in bio.

#podcast #podcastitaliano #cinema #ClaudiaGerini
Dice di aver capito una cosa sull’amore: «Ta ‘a devi rischia’».

In questa intervista con, racconta un’infanzia romana a Ostia segnata da «acrobazie» economiche, tra la macelleria fallita del padre e il ricordo quasi leggendario delle sorelle lasciate a dormire in macchina mentre i genitori andavano a ballare allo «Scarabocchio». Gerini ripercorre l’amicizia profonda con Gianni Boncompagni — «l’uomo più simpatico mai conosciuto» — e il successo travolgente con Carlo Verdone, faticando poi negli anni a scardinare l’etichetta di “Jessica” per rivelare la propria natura «camaleontica». Tra la rivendicazione di una «romanità carnale» e il rifiuto di atteggiarsi a diva, Claudia Gerini si descrive come una donna leale che preferisce la vita presa «con calma» alla fretta del successo.

Ascolta la puntata 137 di Dicono di te sulle principali piattaforme gratuite e guarda la puntata su YouTube, Spotify e al link in bio.

#podcast #podcastitaliano #cinema #ClaudiaGerini
I suoi cugini dormivano in una camera ricavata sotto la galleria di un cinema parrocchiale, ascoltando le proiezioni che passavano sopra le loro teste: è in quel buio, tra il terrore delle prime immagini e la scoperta di Charlie Chaplin, che ha iniziato a decifrare il linguaggio di un’ossessione che non lo avrebbe più lasciato.

In questa intervista con Malcom Pagani, Alberto Barbera racconta le radici in provincia, vicino a Biella, e la sua epifania con il cinema, che arriva in un pomeriggio di neve alla vigilia di Natale, uscendo dalla sala dopo aver guardato due volte di fila 007 Thunderball. Poi la Torino degli anni Settanta, divisa tra la facoltà di architettura occupata, sfuggendo alle cariche della polizia, e le giornate passate sui tram per scovare i classici di Alfred Hitchcock in terza visione, fino all’esordio come critico pagato in nero alla Gazzetta del Popolo. Barbera spiega che quello del direttore di un festival del cinema è un mestiere che «nessuno ti insegna»: guardare quattromila film all’anno è un incubo in cui «sbagliare è facilissimo» e bisogna imparare l’arte diplomatica di dire no.

Ascolta la puntata 136 di Dicono di te sulle principali piattaforme gratuite e guarda la puntata su YouTube, Spotify e al link in bio.

#podcast #podcastitaliano #cinema #Barbera #FestivaldelcinemadiVenezia
Dice che «l’intelligenza è un rumore» e che delle persone, più delle parole, preferisce leggere i silenzi: «Non credo a quello che dicono gli altri. Credo a quello che tacciono».

Cresciuta nel cinemino sotto casa, in questa intervista con, ripercorre un’infanzia inquieta, segnata dalla scoperta dell’alcolismo materno spiando «un gesto furtivo» e dall’assenza di un padre avvocato che «la vita se l’è goduta» tra viaggi e matrimoni. De Sio ricorda l’amore con Alessandro Haber, con le fughe nei portoni per l’imbarazzo di fronte alle sue intemperanze, la storia profonda con Elio Petri, uomo di «grandissima eleganza» morto tragicamente mentre lei era sul set con Massimo Troisi, e il surreale provino al buio con Jean-Luc Godard, abbandonato e mandato a quel paese senza troppi complimenti. Il suo racconto arriva fino al misterioso ostracismo subìto dal cinema dopo la vittoria del secondo David di Donatello, forse per la colpa di non essere «mai stata da sistema», perché recitare, per lei, non è un vero lavoro, ma un «modo per svoltare l’angoscia».

Ascolta la puntata 135 di Dicono di te sulle principali piattaforme gratuite e guarda la puntata su YouTube, Spotify e al link in bio.

#podcast #podcastitaliano #cinema #GiulianaDeSio

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Engagement rate

5.51%

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Who is TENDERSTORIES?

TENDERSTORIES (@tenderstoriesproductions) is a Film Producer creator on Instagram, also filed under Entertainment. TENDERSTORIES is set up as an Instagram business account. The Instagram bio for TENDERSTORIES runs to 16 words across 4 lines.

How many followers does TENDERSTORIES have?

TENDERSTORIES has 32,883 followers on Instagram (32.9K). Set against 595 accounts followed, the audience works out to about 55 followers per account TENDERSTORIES follows. TENDERSTORIES has built a substantial archive of 604 posts.

What is TENDERSTORIES's engagement rate?

TENDERSTORIES's engagement rate on Instagram is 5.51%, between 3% and 6%, or 3 to 6 likes and comments per 100 followers. On a typical post that comes to about 1 like or comment for every 18 followers. Likes outnumber comments by roughly 71 to 1, with 1,981 likes and 28 comments on an average post, so most reactions are taps rather than replies.

What does TENDERSTORIES post about on Instagram?

Flinque files TENDERSTORIES under Film Producer, with Entertainment as a secondary category. All 10 recent posts Flinque holds for TENDERSTORIES are videos. The 10 recent Instagram captions Flinque holds for TENDERSTORIES repeatedly use the words podcast, questa, dicono, intervista and ascolta. TENDERSTORIES's captions carry hashtags such as #podcast, #podcastitaliano and #cinema. TENDERSTORIES writes those captions mainly in Italian. TENDERSTORIES keeps 29 story highlights, which open with a free Flinque account.

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