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About Strade - Blog di viaggi
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Da Chaitén riparto verso Coyhaique, con fermata al Mirador Ventisquero Colgante. Un ventisquero è un area di alta montagna dove il vento accumula grandi masse di neve. E' colgante perchè cuelga, ovvero è appeso.
Effettivamente la neve sembrava stesse per cadere da un momento all'altro. Era uno spettacolo della natura.
Sarà il primo ghiacciaio che incontrerò sul cammino. Il primo di moltissimi.
Fatta la foto in stile sirenetta davanti al lago generato dal ghiaccio, mi rimetto in macchina. Avevo 7 ore di viaggio tra buche e polvere.
Ero ormai nel mezzo della Patagonia, dove tutto era diverso.
Ad ogni angolo vedevo sbucare una nuova montagna, piena di neve o senza, con la cima aguzza o piatta, ognuna totalmente diversa dall'altra, sempre una nuova mai vista prima.
Si aprivano paesaggi su strade che attraversavano fiumi e nuvole, laghi gelati dove sott'acqua probabilmente i salmoni sguazzavano fra gli antibiotici
La macchina era piena di buste, le riempivo, le svuotavo. Prendevo lo zaino dal cofano, lo spostavo, lo rimettevo davanti. Avevo sempre piu roba da mangiare come se stessi andando in guerra. Documenti sparpagliati fra un sedile e l'altro. Ad oggi non so bene cosa stessi facendo, forse cercavo di adattarmi all'essere organizzato. Ma si vede che ero (e non sono) abituato a viaggiare con mezzi propri.
Vorrei vivere come se avessi sempre una strada da raccontare.
Notte a Coyhaique, in ostello. L'unico in tutta la Carretera Austral.
Quella notte mi sono fatto una dormita bellissima nonostante i miei compagni di stanza russassero un casino.
La stanchezza fa degli scherzi bellissimi.
Da Caleta Gonzalo riparto fra la polvere alzata dalle macchine appena sbarcate dal traghetto. In quel tratto non c’era asfalto e il mio Suzuki S-Presso traballava ad ogni sasso o buca. Più tardi avrei scoperto che, sulle strade pessime della Carretera Austral, conviene andare veloci e lasciarsi trasportare dai salti piuttosto che cercare di evitarli tutti.
Quel giorno ho inaugurato una nuova strategia: non importava quanto fossi stanco o quante ore avessi già guidato, se lungo la strada c’era un trekking da fare, dovevo fermarmi per farlo.
Il Sendero al Volcán Chaitén è stato il primo di una lunga serie. Solo 5km, ma con una pendenza del 30%. Ero così carico che l’ho fatto quasi correndo. Arrivato al mirador ho urlato come un pazzo. Non tanto per la vista del vulcano, ma per il fatto di averci messo la metà del tempo.
Adoro le mie ghiandole surrenali quando producono adrenalina.
Do un passaggio a dei ragazzi che ho trovato sul Mirador. Non avevo ancora un posto dove dormire e mi suggeriscono di provare nella loro guesthouse. Ma arrivati a Chaitén, nessun letto disponibile.
La proprietaria però fa un paio di chiamate e mi manda a casa di una signora che sembrava mi stesse aspettando.
Era una casa piccola, a due piani, in legno e con la cucina tradizionale riscaldata a legna. Quella sera in televisione c'era il Festival de Viña del Mar. Un Sanremo dell'America Latina che si tiene in Cile. La signora e sua cognata lo guardavano quasi indifferenti.
Ogni tanto entrava qualcuno chiedendo ospitalità. Avevo capito che lì era comune ospitare viaggiatori per una notte.
Io invece mangiavo il pollo allo spiedo che avevo comprato tre giorni prima in un supermercato di Puerto Varas. Non era esattamente quello che mi aspettavo, ma ero felice così.
La mia stanza era gelata.
Riscaldo dell'acqua per il caffè del giorno dopo e vado a dormire.
I galli di paese mi avrebbero svegliato qualche ora dopo ricordandomi che c'erano molti altri chilometri da percorrere.
#CarreteraAustral #PatagoniaCilena #SudAmerica #ViaggioZainoInSpalla #ChileTravel
Ero in ostello a Puerto Varas senza sapere dove sarei andato il giorno dopo, ma con un’idea in mente: attraversare la #Patagonia.
Alla sera si presenta un tizio appena tornato dopo una traversata in bici sulla Carretera Austral. Mi racconta quello che aveva visto, gli chiedo di buttarmi giù due righe su un foglio a caso, mi faccio un piano con le tappe principali e i trekking migliori. Boom: era appena nato l’itinerario che volevo.
Il giorno dopo mi sveglio, faccio la spesa per sopravvivere ai primi giorni, un paio di chiamate e affitto un Suzuki S-Presso. Manco la E gli hanno messo per farlo diventare Espresso, al catorcio che mi accompagnerà per migliaia di chilometri in uno dei viaggi più assurdi mai fatti.
Arrivo a Hornopirén, un paesino di case di legno e un porticiattolo, dove scopro che la famosa #CarreteraAustral comincia dall’altra parte del mare e che per arrivarci devo prendere un traghetto carissimo.
Compro i biglietti per ripartire il giorno dopo.
Dormo a El Refugio: cuscini e coperte buttati ovunque, una tenda montata nel salotto. D’estate si riempie di tende, ma io sono fuori stagione come sempre e ci sono solo io nella guesthouse. In queste zone trovare un posto economico e al riparo sembra quasi un lusso.
Sveglia all’alba, doccia calda al gelo, poi in fila per salire sulla nave.
Arrivo a terra convinto di andare verso Chaitén per iniziare il primo trekking, ma c’è un altro traghetto da prendere e non c’è posto nemmeno lì. Un’ora e mezza fermo in fila e poi si riaccendono i motori e ci caricano di nuovo su una nave.
4 ore di traversata, fra fiordi verdi e blu. Caleta Gonzalo ad attendere dall'altra parte dello stretto.
Le onde del mare che arrivano sui sassolini, il cinguettio degli uccellini, i grilli, l'odore di sale, la legna tagliata, le cime bianche o verdi, gusci di cozze dove passa un fiume.
Ed io con il mio foglio con un itinerario che ogni minuto in più si stravolge e si accorcia, ritardo su ritardo. Io che avevo comunque una bella sensazione: non me ne fregava un cazzo. Sapevo già che quello che stavo per vivere di li a poco sarebbe stato incredibile.
#viaggiozainoinspalla
Arte, povertà, musica, rabbia e politica mischiate insieme.
Una città ribelle dove senti ancora addosso il peso della dittatura, delle proteste sociali e delle disuguaglianze.
Costa quasi come vivere in Europa ma gli stipendi sono bassissimi.
Di notte è abbastanza pesante.
Ma pure di giorno a volte non ti senti tranquillissimo.
Però Valpo ha qualcosa.
Non è bella in modo normale.
Ti prende perché è viva. Lo senti. Lo vedi. Anche se ti diranno di non andarci.
Di giorno murales ovunque.
Di notte musica, bar pieni e gente in strada.
Ogni angolo ha una vibe diversa.
Le case colorate?
Usavano la vernice avanzata delle navi del porto.
E gli autobus sono folli:
gli autisti affittano il mezzo e guadagnano in base ai passeggeri caricati.
Quindi sfrecciano su e giù per queste salite assurde cercando di prendere più gente possibile.
Dopo il golpe del 1973 e la dittatura di Pinochet, il Cile diventò il laboratorio del neoliberismo in Sudamerica.
Con l’appoggio degli USA e l’Operazione Condor vennero repressi oppositori, movimenti sociali e sinistra politica.
E ancora oggi questa tensione la senti nei muri della città.
Un ex carcere della dittatura oggi è uno spazio artistico occupato dagli artisti della città.
Circo, musica, attività per bambini.
Valpo trasforma tutto in arte.
A casa di Pablo Neruda il Pacifico sembra uscire dalla finestra.
E nei quartieri pieni di murales senti ancora la gente incazzata.
Forse è proprio questo il bello di Valparaiso.
#viajarenchile
#cumbiachilena #viaggiandoperilmondo #viaggisudamerica
I colori del deserto si mischiano con le montagne anch'esse deserte e con il cielo in lontananza e il sale sembrano formare il mare.
Sono sulla linea immaginaria del tripico del capricorno, nell'emisfero australe. Chi se lo immaginava un capricorno così quando ero alle elementari e lo sentivo nominare per la prima volta.
Come vidi anche in Bolivia, i deserti di sale si estendono fino a più di un chilometro di spessore (sottoterra) e contengono non solo sale, ma minerali preziosi come il litio, chiaramente esportato fuori da aziende straniere.
E a proposito di Bolivia. In Cile ho scoperto cos'è l'inverno boliviano. Mentre ero in bici ed ho visto diluviare e la polvere diventare fango e melma. Ho scoperto che anche quando sei nella zona piu arida del mondo puoi beccarti degli acquazzoni enormi dal nulla.
Ho anche capito com'è possibile che quest'area grande più di centomila chilometri quadrati sia così secca.
In pratica, l’Atacama è "schiacciato" dalle alte pressioni subtropicali: l’aria scende dall'equatore e fa da tappo, quindi impedisce a nuvole e pioggia di formarsi. Come se non bastasse, c'è la Corrente di Humboldt (quella fredda che arriva dal Perù, dove tra l’altro anni fa vidi per la prima volta i pinguini che portano il suo nome) che raffredda l’oceano e blocca l'umidità già in mare.
E per finire il lavoro, ci pensano le Ande: fanno da muro e non lasciano passare nemmeno un po' di pioggia dall’Amazzonia. Un incastro perfetto, è pazzesco.
In Cile comunque proprio come per i terremoti, neanche un avviso della protezione civile su possibili inondazioni riesce a far preoccupare i cileni. Il pisco sour anima ininterrotto le notti sotto i cieli stellati di Atacama.
A San Pedro d'Atacama ho festeggiato il mio compleanno con una banda di viaggiatori scalmanati conosciuti il giorno prima e con i quali abbiamo attraversato strade a 4000 metri di altitudine per finire in un rave letteralmente sperduti nel deserto. È stato epico.
#raccontidiviaggio #italianiinviaggio
#desiertodeatacama #viajarenchile
A livello economico non è il leader mondiale nei microchip perché costa poco produrli qui. Lo è perché è incredibilmente brava a farli bene.
In questo settore contano la qualità, la precisione e la capacità produttiva avanzata, non il risparmio sui salari aldila di quanto pensiamo in occidente. 📖
Negli anni ’70 e ’80 il governo taiwanese ha investito massicciamente in tecnologia e istruzione tecnica, creando le basi per l’industria dei semiconduttori.🎓
La TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company) è oggi il più grande produttore di chip al mondo e leader assoluto nei semiconduttori più avanzati e più piccoli. Dobbiamo ringraziarw Taiwan se siamo in grado di avere AI e auto a guida autonoma. 👨💻
Taiwan ha sviluppato una forza lavoro altamente qualificata ed è considerata, anche per la sua posizione geopolitica rispetto alla Cina, un partner affidabile per le aziende occidentali, che preferiscono produrre qui piuttosto che in Paesi dove la proprietà intellettuale potrebbe non essere protetta.🦸♂️
Una cosa che non centra nulla con tutto ciò e che mi va di consigliarti per un viaggio in Taiwan è cosa non dovresti mai fare prima di andare a un night market: fare la doccia 😂
Taipei è una città sensazionale. Unisce caos urbano e oasi di tranquillità, è una meta imperdibile in Asia per la sua ospitalità e varietà e ti servirà per capire che dell'Asia non hai mai capito nulla. ✌️
Vi lascio tra le foto nel carousel quella di un signore che passeggia col suo maiale. Epico. 🐖
#tsmc #taiwanexplorer
#viaggiinasia
#formosaisland #ioviaggio
L'isola nasce dallo scontro tra la placca Eurasiatica e quella-delle Filippine.
Praticamente tra le zone più sismiche del mondo. Le sue montagne crescong al tempo record di quasi 1 cm l'anno, e i continui terremoti, piogge torrenziali e tifoni potentissimi, la trasformano in un laboratorio geologico a cielo aperto dove studiare i fenomeni del pianeta.
Taiwan è la culla delle culture austronesiane 🌏
Da qui intorno l'anno 3000 a.C. ha avuto luogo una delle più grandi migrazioni marittime della preistoria umana: gli abitanti dell'attuale Taiwan viaggiarono verso le Filippine, l’Indonesia, la Polinesia, la Melanesia, e infine fino al Madagascar e alle Hawaii.
Il 2% della popolazione attuale proviene proprio dai gruppi austronesiani, posso dire di essere in mezzo a dei veri viaggiatori.
Taiwan è i valori del confucianesimo 📖
"Studiare senza riflettere è inutile, riflettere senza studiare e pericoloso", diceva Confucio 500 anni prima di Cristo. E da allora fino ad oggi, il confucianesimo ha viaggiato dalla Cina a Taiwan, plasmando templi, scuole e valori che resistono nel tempo.
#taiwan_tourism #viaggiareinasia #sudestasiatico #backpackingtaiwan
Se vai in Taiwan e salti Hualien, hai sbagliato viaggio. Semplice.
È il lato più raw dell’isola: montagne verticali, gole di marmo e una natura pazzesca.
📍 Il Taroko National Park è il pezzo forte.
Un canyon scavato nella roccia bianca, con strade che sembrano disegnate da qualcuno con troppa fantasia.
⚠️ attenzione però.
Negli ultimi anni la zona è stata colpita da un terremoto pesantissimo ed è costante bersaglio dei tifoni. Ancora oggi:
🫠 alcuni trail sono chiusi
😅 certe zone si visitano solo in orari specifici
🫨 frane e massi fanno ancora parte del paesaggio
Quando i portoghesi passarono dal Taiwan nel XVI secolo, la chiamarono Ilha Formosa, ovvero isola bellissima. E sinceramente… avevano ragione.
🍜 Dopo una giornata tra canyon e trekking vi consiglio di abbuffarvi di Taiwanese beef noodle soup: carne stufata per ore (a volte più di 24), brodo profondo, noodles infiniti.
Una di quelle cose che ti zittiscono.
Hualien è natura pura.
Taroko è uno di quei posti che non sembrano reali.
E sì, vale da solo il viaggio.🤩
#tarokogorge
#taiwantravelmap
#viaggiareinasia #viaggialternativi
La Corea del Sud è il Paese della perfezione apparente. Un luogo dove tutto funziona, tutto è veloce, tutto è bello. Ma dietro il look impeccabile, c’è una società che spesso ti esclude se non sei all’altezza degli standard.
Si nascondono dietro la timidezza, ma la realtà è che preferiscono non parlare se non sono sicuri di quello che dicono e di come lo dicono.
La pressione a essere perfetti ti deforma fino a farti desiderare di non essere umano, a farti vivere in un videogioco senza fine, a farti rimbambire dietro a dei cazzo di pupazzi presenti in ogni attimo di vita.
La Corea non è stata un’esperienza spettacolare in sé. Ma è stata rivelatrice. Andiamo verso la tecnologia estrema, verso la perfezione, verso l’isolamento.
E tutto questo… sappiamo già di starlo vivendo ovunque.
Quindi la vera domanda è:
verso quale modello vogliamo andare?
Cosa siamo disposti a sacrificare per rincorrere la perfezione?
#riflessionidiviaggio
#coreadelsud #busantravel #viaggiareperscoprire
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