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Daniela Celli

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Scrivo libri per bambini e guide di viaggio. Inseguo storie tra Firenze e il resto del mondo. Amo le librerie, il 🫖, il ☕️ e il jazz🎶.
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About Daniela Celli

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Story Highlights

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636 Posts

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In un gelido giorno d’inverno del 1900, tre guardiani del faro in servizio sull’isola scozzese di Eilen Mòr, scomparvero senza lasciare traccia. L’indagine ufficiale si chiuse affermando che probabilmente un’onda anomala li aveva trascinati in mare, ma non tutti ne furono convinti. Il presunto ritrovamento di un diario, contenente inquietanti annotazioni attribuite ai giorni precedenti la sparizione, contribuì ad alimentare le teorie più bizzarre: ci fu chi parlò del piccolo popolo, di un nugolo di feroci pirati e persino chi imputò la colpa ai mostri marini.

Più di un secolo dopo questa storia ha ispirato il regista Kristoffer Nyholm per il film The Vanishing. Per ricreare l’atmosfera vennero scelti il Mull of Galloway, Killantringan e Corsewall Lighthouse, lo stesso dove una grigia mattina di Giugno ci siamo seduti a bere il tè più memorabile del nostro viaggio in Scozia.

Immaginatevi la scena: fuori strepita un vento fortissimo, la pioggia tamburella sopra i vetri e oltre la finestra il paesaggio emerge appena, sfocato dall’acqua come un dipinto impressionista.

“E’ per momenti come questo che amo tanto viaggiare”.
Noi quattro da soli dentro ad un faro e una musica sottile che si confonde con il fragore delle onde; a riempire tazze di tè e latte e a discutere di cosa successe quel giorno di Dicembre. Mentre fuori il mare si infrange contro la scogliera, custode dei segreti che il tempo ha trasformato in leggenda.🤍

👀Nel carosello vi lascio altre cose belle mentre per il link al pod scrivete SCOZIA nei commenti. Poi il 5 Settembre, vi racconto nel dettaglio ogni giornata del viaggio in un nuovo webinar.

⁉️E ora ditemi: non è una meraviglia questo Galloway?
Ho una nuova “missione” letteraria che mi “agita lo stomaco sotto la gabbia delle costole”. Ho voglia di saltare e ballare, stendere la mappa sul tavolo e disegnare punti e linee che questa volta incroceranno isole e fari, maree e villaggi bianchi seguendo le tracce di uno scrittore che ha fatto dell’ignoto il più affascinante dei luoghi.

E già mi ci vedo, a caccia di una bella edizione illustrata di uno dei suoi libri da far timbrare nel luogo dove è nato. Non potete immaginare quanto mi entusiasmi tutto ciò.

Perché portare a casa un libro come souvenir è come avere una madeleine che non finisce mai, una macchina del tempo capace di portarti indietro anche solo accarezzandone il dorso.

A volte la “spedizione” è facile, altre ardua e irta di ostacoli come quando abbiamo girato tutte i bookshop di Bangor incappando nel più bizzarro dei librai fino ad uscirne vittoriosi, dopo una lunga giornata e straordinari incontri e in mano una copia di IT. E poi ci sono i regali del destino che arrivano a sorpresa, probabilmente i più belli.

Come quando Alex ha trovato due copie della mia amata serie di gialli di Camilla Lackberg in una little free library di Fjallbacka. O quando,sempre in Svezia, girovagando per la meravigliosa isola di Oland ci siamo imbattuti in un Loppis dentro ad una vecchia fattoria abbandonata e da un mobiletto di legno è uscita fuori una vecchia copia del Viaggio di Nils Holgersson. Non è incredibile?

Nel carosello vi mostro alcuni dei miei souvenir letterari, i più preziosi dei tesori.

▫️Chatsworth House, Peak District: Orgoglio e Pregiudizio.
▫️Hill Top, Near Sawrey, Lake District.
▫️Whitby, Yorkshire: Dracula
▫️Isola di Öland, Svezia: Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson.
▫️Isola del Principe Edoardo: Anna dai tetti verdi.
▫️Torquay Museum, Devon, Halloween Party.
▫️Littleton, New Hampshire: Pollyanna.
▫️ Haworth, Yorkshire:Jane Eyre, J. Austen
▫️Hardy’s cottage, Dorchester:Tess dei d’Urberville.
▫️Bullerbyn, Svezia: Bullerby.
▫️Isola di Guernsey: Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey.

⁉️E ora ditemi: lo fate anche voi? Cosa vi piace portare a casa come souvenir di viaggio?
Il tempo di parcheggiare sulla High street e precipitarmi giù dalla macchina tirandomi dietro la famiglia, che già saltellavo sui marciapiedi screpolati dal vento scozzese nel vano tentativo di contenere l’eccitazione.

Dieci minuti dopo ero entrata e uscita da tre librerie, spiegato otto volte la mappa, sparpagliato un milione di oh e ah senza vedere assolutamente nulla, ma con il cuore euforico di chi si trova “nella città dei libri sognanti di Moers”:
Wigtown, il paradiso dei lettori.

Insomma come altro definireste un villaggio di poco più di mille abitanti con quattordici librerie raccolte in un centinaio di yards? E non parlo di librerie “normali”.

L’Old Bank Bookshop una volta era una banca ma invece di depositarci soldi, oggi vi si custodiscono storie.

La Byre Books pare uscita da una fiaba. Nascosta dentro un “bosco incantato” subito dietro la main street si trova dentro ad un antico fienile in pietra traboccante di volumi su miti e folklore.

E che dire di The Open Book? Tu affitti per una settimana l’appartamento al piano di sopra e ricevi anche le chiavi del negozio. Insomma, per una settimana il libraio sei tu…

Come si fa a non diventare matti? C’era bisogno di un tè; ovviamente in libreria.
Dopo, con il cuore un po’ più calmo (si fa per dire…), mi sono goduta ogni singola libreria per poi finire la giornata nel gioiello dei gioielli: The Bookshop, la più grande libreria di libri sognanti della Scozia.

Oltre 100.000 volumi distesi tra un labirinto di stanze e corridoi degni di Moers. Dentro ci trovate anche lui, Shaun Bythell che è esattamente come si descrive nel suo primo libro, il delizioso, esilarante, affascinante, Una vita da librario:insofferente e intollerante. Nonostante questo l’ho stordito di chiacchierare, ho comprato la sua copia autografata e quando gli ho chiesto il timbro mi ha guardato con disappunto, ma alla fine mi ha regalato un segnalibro. Neppure Dexter è riuscito a strappargli un sorriso ma chissá, magari finiremo anche noi in una delle sue prossime storie.😅

⁉️E ora ditemi: non sareste impazziti anche voi?Avete letto una vita da libraio?
Oh Chatsworth House!
Lo so, sto diventando noiosa, ma come posso non iniziare ogni post di questo viaggio Toscana-Galloway con un sospiro, quando è tutto così emozionante e magico che davvero sembra di saltare da un romanzo all’altro?

Ma partiamo dall’inizio:
siamo nella contea del Derbyshire, nel cuore del Peak District. C’è una grande valle verde circondata da colline e boschi e poi all’improvviso si apre un bel prato, diviso a metà da un fiume su cui si arrampica il Paine’s bridge, un vecchio ponte a tre archi che preannuncia qualcosa di magico. La giornata è splendida ma c’è ancora quella sottile velatura mattutina che ammanta ogni cosa e rende il paesaggio più drammatico, più scenografico.

Quindi, “il sipario” si apre e compare lei, una “costruzione in pietra grandiosa ed elegante” e il mio cuore ha un sussulto perché in quel momento sono Elizabeth e sono appena arrivata a casa di Mr Darcy.

Probabilmente l’avrete riconosciuta anche voi, perchè Chatsworth House ha fatto da set a molte scene del film con Keira Knightley e Matthew Macfadyen; ma non è solo questo. Sembra molto probabile che la stessa Jane Austen si sia ispirata a questa dimora ottocentesca per la sua Pemberley.

Per non parlare della storia vera di questa casa nata dal sogno di una delle donne più ricche e influenti dell’Inghilterra elisabettiana: Bess of Hardwick!

Il parco è un immenso coup de coeur. Abbiamo passato l’intera giornata perdendoci tra labirinti di tassi, grotte, cascate e infinite distese di fiori. Quanto ci siamo divertiti a correre e a bagnarci incontro al “geyser”! E la casa…, la scalinata, la biblioteca, le salette per fermarsi a leggere (siamo stati un’ora seduti a leggere sprofondati dentro alle poltrone più comode del mondo!), la painted hall, la galleria di statue. Sì, proprio quella del film. Darcy non c’era ma volendo potete comprare il suo busto all shop! 😉

⁉️Che mi dite, vi ho convinti? Avete mai letto Orgoglio e pregiudizio? E avete visto il film ambientato qui? Che ne dite di un viaggio alla scoperta del Peak district e delle sue meraviglie?
Oh che coup de coeur! Me ne ero innamorata ancora prima di partire ma non mi aspettavo che il Norfolk mi avrebbe rubato completamente il cuore.

Una contea quasi “fuori mano” eppure come direbbe Wordsworth, così bella che ho già voglia di tornarci un attimo dopo averla lasciata.

Sono stati solo quattro giorni, ma così intensi e straordinari che mi pare di averci vissuto un mese intero.

Abbiamo trascorso una giornata su una spiaggia nascosta dalle dune con una cabina a strisce rosa e azzurre tutta per noi, una teiera a forma di fenicottero rosa e il più delizioso degli afternoon tea. E mentre eravamo lì, il mare se ne è andato ed è tornato e come ogni volta mi è sembrata una magia.

Siamo saliti su un gigante sbuffante in un’adorabile stazioncina vittoriana, fatto shopping dentro ai cortili segreti di un villaggio fatato e suonato una campana che “canta” al ritmo delle maree.
Non trovate anche voi che sia terribilmente romantico?

E lì, a due passi da un “Tur Tur” a strisce bianche e rosse, seduti dentro ad una vecchia locanda con le travi scure e il pavimento scricchiolante, abbiamo letto “Gli uomini danzanti di Sherlock Holmes”, esattamente nel luogo dove lo ha scritto Doyle.

Nel 1903, il celebre scrittore scozzese soggiornò nell’allora Hill House Hotel. Qui scoprì che uno dei bambini del proprietario aveva inventato una scrittura segreta per comunicare con i fratelli: un codice composto da bizzarri omini che ballano. Prendendo spunto dal codice, Arthur scrisse un racconto dove il leggendario Sherlock viene incaricato di svelare il mistero di una serie di enigmatici omini danzanti comparsi nella casa di un ricco gentiluomo del Norfolk.

E sapete come si chiama l’uomo? Cubitt, esattamente come il bambino che con il suo gioco, aveva acceso la fantasia dell’autore! E non vi dico quante altre storie si celano tra le pareti del vecchio pub.

Nel carosello vi lascio alcune delle cose che abbiamo amato ma state pronti ad accoglierne molte altre.

⁉️E ora ditemi: vi siete innamorati un po’ anche voi di questa contea straordinaria?

👀Salva il post, se ti è piaciuto condividilo e commenta “Norfolk” per ricevere la mappa e tutte le info.
Non lasciatevi ingannare dall’idillio dei villaggi inglesi.
Dall’aria educata delle belle siepi ordinate intorno a romantici cottage color miele e l’armonia di ponticelli e banchetti traboccanti di deliziose fette di torta fatte in casa da vecchiette adorabili.

Non fidatevi perché, (lo diceva anche Holmes), i più sordidi vicoli di Londra “non presentano” un curriculum di peccati più terribile della bella e ridente campagna inglese.

Prendiamo Castle Combe, una manciata di antichi edifici di pietra dall’aria fiabesca da cui si innalzano comignoli degni di Mary Poppins; uno dei villaggi più famosi e “affollati” delle Cotswolds. Pensereste mai che questo luogo idilliaco è stato il protagonista non di una, né di due ma di ben tre mort1 sospette?

Una di queste è avvenuta nella notte tra il 16 e il 17 Settembre; causa del decesso: un’eccessiva dose di Feronal…

I fan di Agatha Christie avranno già capito che sto parlando che di uno dei gialli più geniali, ingegnosi e fuorvianti della regina del giallo: L’assassinio di Roger Ackroyd.

Il romanzo è ambientato in una piccola cittadina di campagna dove abita una variegata orchestra di personaggi irresistibili: la sorella pettegola, il segretario efficiente, il maggiore innamorato, il nipote bello e scansafatiche. E ovviamente il dottore, che è il narratore dell’intera vicenda.

Ma a King’s Abbot c’è anche Poirot, impegnato in uno dei suoi innumerevoli tentativi di andare in pensione coltivando (senza successo) zucchine giganti. E non posso aggiungere altro ma preparatevi, alla fine, a saltare dalla sedia.

Quest’anno ricorre il centenario di questo formidabile romanzo, uno dei miei preferiti. Per l’occasione, Mondadori ha pubblicato una nuova edizione speciale con i bordi disegnati. Scorrete il carosello per vederla meglio e scoprire:

📽️Cosa c’entra Kings’ Abbot con Castle Combe.
💯Quale altro importante centenario si celebra quest’anno.
🥳Come celebreremo queste due importanti ricorrenze…

⁉️Ma ora ditemi. Lo avete letto?
E ora che sapete. Siete ancora disposti a partire per le Cotswolds?

👀Commenta con COTSWOLDS per ricevere la lista di libri ambientati in questa magnifica contea.
La strada si srotola come un nastro d’asfalto incontro al Monte Hood. Salendo noto che il paesaggio si fa più selvaggio e i bei frutteti traboccanti di ciliegie e frutti di bosco lasciano il posto a immensi boschi ombrosi che si aprono in ampie distese d’acqua su cui si specchia la cima più alta dell’Oregon.

Siamo sulla leggendaria U26 e dallo stereo del suv escono le note dell’unica musica possibile:
l’incipit potente e rimbombante di Wendy Carlos, lo stesso che accompagna la salita di Jack Torrance nella primissima scena del film, il capolavoro di Kubrick tratto dal romanzo del Re.
Stiamo andando all’Overlook Hotel…

E potrei raccontarvene altre mille di storie così. Come quando siamo arrivati tutti e quattro all’Ecola State Park con la mappa di Willy l’Orbo tra le mani e le note di Dave Grusin in testa e Alex indossava un impermeabile giallo e io ho pianto così tanto ed ero così tanto felice che non mento se vi dico che è stato uno dei giorni più belli della mia vita.

O quando siamo arrivati a “Castle Rock”, e con la musica in testa e gli occhi annebbiati “ho visto “ Gordie e Chris e Teddy e Vern lasciarsi un pezzo d’infanzia alle loro spalle.

“When the night, has come, and the land is dark…🎶”

E insomma non è magico ritrovarsi dentro ai luoghi dei film che abbiamo amato, che insieme ai libri ci hanno cresciuto, cambiato, contribuito a farci diventare le persone che siamo oggi?

Se la pensate come me nel carosello trovate 11 “set” che abbiamo visitato e che sono finiti dentro a barattolo dei sogni realizzati e dei ricordi più belli.

❓Riconoscete quello della prima foto?🧛📰

⁉️Ma ora ditemi: quale di questi o altri luoghi dei film vi piacerebbe visitare?
Abbiamo dato il benvenuto a Monsieur Juin facendo lunghe camminate dentro a boschi attraversati da nastri d’argento, mangiando ciliegie direttamente dall’albero, sfogliando rose, seccando erbe aromatiche (ah, il profumo dell’elicriso) e cogliendo bei limoni gialli e succosi per fare la più deliziosa delle lemon curd. Non so voi ma io la metterei ovunque: sopra il cheescake bien sûr, ma anche dentro ai croissant, sui pancakes, nello yogurt e sui crackers al riso soffiato insieme a fettine di avocado e semi di sesamo per il nostro Mardi Croquant, ve lo ricordate?

Ah quanto amo questi momenti piccoli e preziosi, così necessari per rallentare la vita quando suona come una partitura troppo piena.
Attimi in cui si riesce ad abitare il tempo come merita, facendo cose che ci piacciono, come passare ore con un aperitivo sotto un melo, a chiacchierare di una storia incredibilmente intrigante o di un’altra che ti è rimasta nel cuore.

Da parecchi anni io e BG leggiamo spesso gli stessi libri. A volte ce li portiamo dietro nelle nostre romantiche colazioni in giro, altre li leggiamo ognuno per conto suo e guai a chi si lascia scappare qualcosa prima che l’altro lo abbia finito.

E’ un po’ come avere un mini book club di coppia no? E insomma, mentre Sabato sotto all’albero discutevamo animatamente di Biglietto di sola andata mi è venuta voglia di condividere con voi un po’ di titoli brevi ma così intensi e pieni di spunti di dialogo che sembrano nati apposta per leggerli insieme. In coppia, tra amici, con i compagni di viaggio. Magari ad alta voce in macchina guidando verso un weekend lento o seduti in giardino, davanti ad una fetta di torta.
Romanzi che durano il tempo di un cheescake, piccoli ma belli belli e così intensi che vi rimarranno appiccicati addosso come lo zucchero filato sulle dita.

Vi lascio i titoli nel carosello insieme alla ricetta della lemon curd più buona del mondo. Se volete anche quella della torta scrivete cheesecake nei commenti.

⁉️Ma ora ditemi: Conoscete già qualcuno di questi libri? Quale vi ispira di più?
Mi sono innamorata per la prima volta del Northumberland tredici anni fa, immaginandolo attraverso le pagine di un libro per bambini.

In questo meraviglioso romanzo, dopo anni di inutili richieste, il giovane protagonista riceve in regalo un cane per il suo decimo compleanno; ma quello che Hal non sa, è che l’amabile meticcio con le orecchie da pipistrello con cui è stato amour au premier regard è stato solo preso a noleggio per un weekend.

“Quando verrà l’ora di restituirlo Hal si sarà già stufato di avere un cane: lo sai come fanno i bambini coi regali nuovi”.

Ma le cose vanno diversamente e la storia si trasforma in un viaggio duro ma straordinario: un’avventura a piedi da Londra fino a quella contea distesa tra Inghilterra e Scozia le cui descrizioni mi hanno conquistata subito.

La seconda è stata una tiepida sera d’estate alla fine di due lunghi giorni di viaggio dall’Italia.
C’eravamo lasciati dietro York da un paio d’ore, guidando verso nord-est per inseguire il profilo della costa in direzione della Scozia, quando lungo la strada era comparso uno di quei caratteristici pub che finiscono con Inn, sapete?

Quelli dove al piano terra si mangia buon cibo e si gioca a freccette e al piano di sopra si può anche dormire.
Insomma, in un attimo avevamo lasciato le valigie in camera ed eravamo corsi sulla spiaggia, subito oltre la strada polverosa.

“La marea era bassa e la sabbia si estendeva per miglia, vuota e dorata”.

Alzando gli occhi dall’acqua, oltre l’insenatura si intravedeva come un miraggio il profilo di un castello e nonostante fossimo a metà giugno non c’era nessuno a farci compagnia. Non dimenticherò mai quell’atmosfera.

Da allora ci sono state molte altre volte: per scoprire isole straordinarie, sederci al caffè della vecchia stazione vittoriana che oggi ospite migliaia di libri sognanti o camminare tra le pecore lungo quel sentiero sospeso sul mare, un luogo dove, se mai dovessi scriverlo, comincerebbe il mio romanzo giallo.🕵️

Nel carosello trovate 7 dei millemila luoghi che vi faranno innamorare del Northumberland.

⁉️E ora ditemi: da 1 a 10 quanta voglia avete di partire?
Avevo mille idee per lo scorso fine settimana:

▪️Partire per la Provenza, comprare una nuova borsa di paglia più petit al marchè di Roquebrune-sur Argens, prendere un apero nell’adorabile piazzetta di TourTour, tornare a casa con la valigia piena di erbe, lavanda, tapenade e qualche bel libro illustrato di Recettes françaises.

▪️Trascorrere due giorni sul Lago Maggiore, fare un picnic sotto al favoloso salice del Parco delle Camelie, passare una sfacciata quantità di tempo alla libreria la Rondine, andare in giro a caccia di bibliocabine e Domenica mattina, salire alla fantastica Libreria Alpe Colle.

▪️Fare un weekend nel Conero, cercare i sassi di Spiderwick sulla spiaggia di Sirolo e sentir suonare la spiaggia di Portonovo.

Ma poi i giorni sono volati via pieni di impegni e giovedì non avevo ancora trovato nessun alloggio da coup de coeur che valesse il viaggio. Ma soprattutto, ho capito di cosa in realtà avevamo bisogno:

▫️Tempo per leggere libri belli su una spiaggia deserta mangiando gelati di sabbia e sassi.

▫️ Dondolare su un’amaca dentro ad un tramonto degno di Grikonis.

▫️Raccogliere erbe aromatiche come souvenir di viaggio. Ma quante cose belle e buone si possono fare con i fiori di erba cipollina e quanto è buono il profumo dell’elicriso?

▫️Un pranzo buono e genuino tra gli ulivi che dondolano al vento.

▫️Passeggiare tra agavi e alberi di fico sognando già i cesti traboccanti e le dita appiccicate.

▫️Rilassarsi dentro un idromassaggio la mattina prima di colazione.

▫️Visitare villaggi che paiono usciti da una fiaba.

Ecco. Se volete sapere quali luoghi hanno esaudito tutti i nostri desideri scorrete il carosello.

Scrivete TOSCANA nei commenti per ricevere l’itinerario con i dettagli.🌸

⁉️E ora ditemi: conoscete questa zona della mia bella Toscana?

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