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Antonio

Personal blog
@arrethos
Storico, giornalista, amante dei particolari, alla ricerca della grande bellezza
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About Antonio

Antonio (@arrethos) is a Personal blog creator on Instagram, also filed under Creators & Celebrities and Travel. The account has 12,121 followers and 4,009 published posts. Recent posts average 80 likes and 1 comment, an engagement rate of 0.69%.

With 12.1K followers, Antonio is a micro creator by the common 10,000 to 100,000 definition. Antonio follows 5,977 accounts, so the audience is roughly 2 times the size of the list followed. Antonio uses an Instagram professional account. Flinque files Antonio under 3 categories, led by Personal blog and followed by Creators & Celebrities and Travel.

The Instagram bio for Antonio runs to 10 words. The latest activity Flinque has on record for Antonio dates from July 2026.

Story Highlights

Unlocking shows the title and cover image of every story highlight this creator keeps pinned to the profile.

4,009 Posts

All 10 recent posts Flinque holds for Antonio are single images. With 4,009 posts published, Antonio's archive runs well past the 2,000 mark. Against the audience, that is roughly 3 followers for each post published. Antonio also keeps 53 story highlights on the profile. All 10 carry captions, averaging 123 words each. The captions are written mainly in Italian. Words that recur across them include della, roma, papa, napoli and santa.

«Ond’egli, quanto prima gli fu possibile montato sopra una feluca, pieno d’acerbissimo dolore s’inviò a Roma, avendo già con l’intercessione del cardinal Gonzaga ottenuto dal Papa la sua liberazione. Pervenuto alla spiaggia, la guardia spagnola, che attendeva un altro cavaliere, l’arrestò in cambio e lo ritenne prigione. E se bene fu egli tosto rilasciato in libertà, non però rivide più la sua feluca che con le robbe lo conduceva. Onde agitato miseramente da affanno e da cordoglio, scorrendo il lido al più caldo del sole estivo, giunto a Porto Ercole si abbandonò, e sorpreso da febbre maligna morì in pochi giorni, circa gli anni quaranta della sua vita.
Così il Caravaggio si ridusse a chiuder la vita e l’ossa in una spiaggia deserta, ed allora che in Roma attendevasi il suo ritorno, giunse la novella inaspettata della sua morte, che dispiacque universalmente; e ‘l cavalier Marino suo amicissimo se ne dolse ed adornò il mortorio con li seguenti versi:
Fecer crudel congiura
Michele a’ danni tuoi Morte e Natura;
questa restar temea
da la tua mano in ogni imagin vinta,
ch’era da te creata, e non dipinta;
quella di sdegno ardea,
perché con larga usura,
quante la falce sua genti struggea,
tante il pennello tuo ne rifacea»
Giovanni Pietro Bellori, Le Vite de’ pittori scultori e architetti moderni, Roma, 1672
...........
Bacchino malato,
olio su tela,
Il culto della Madonna del Carmine a Napoli affonda le sue radici nel XIII secolo, con l’arrivo dei frati carmelitani e la diffusione della venerazione per l’immagine della Vergine del Monte Carmelo. Secondo la tradizione, l’icona fu portata dai monaci in fuga dalla Terra Santa e custodita in quella che allora era una piccola cappella nella zona del Campo Moricino, l’antico nome dell’area oggi conosciuta come piazza Mercato. Nel corso dei secoli quell’immagine è diventata uno dei simboli religiosi più amati dalla città.
Attribuito al pittore Sebastiano Conca, il dipinto, conservato nel Museo del Convento di Santa Maria Maddalena, è ambientato a Roma, e ritrae San Camillo nell’atto di dar da mangiare agli appestati insieme ad altri religiosi Camilliani, con il Colosseo sullo sfondo e, in alto, un gruppo di angeli in gloria.

In poche pennellate è condensato il senso del quarto voto religioso professato dai religiosi Camilliani, che si impegnano ad “assistere agli infermi, ancorché appestati, anche a costo della vita”.
Un apparato decorativo in legno intagliato e dorato e cartapesta di Arcangelo Guglielmelli incornicia la bella tavola di Giovan Bernardo Lama, datata alla fine del XVI secolo, che rappresenta la Circoncisione di Cristo.

Un tavolo coperto da un drappo rosso acceso è l'altare sopra il quale il Redentore, tra le braccia di San Giuseppe viene circonciso da un sacerdote. Intorno una schiera di fedeli, Vescovi e Papi assistono all'evento. Il pavimento del Tempio richiama, tra l'altro, quello della Chiesa del Gesù delle Monache, dove è ospitare l'opera sull'altare maggiore
Luca Giordano,
Testa di San Giovanni Battista,
olio su tavola di radica in noce,

Vaglia (FI), Collezione della Fondazione De Vivo
Andrea De Blasio,
Busto di San Paolino da Nola,
argento cesellato,
1741
Nella prima metà del XVII secolo la potente famiglia Pamphilj decise di ampliare le proprie proprietà preesistenti nell'area di Piazza Navona. I lavori di costruzione iniziarono nel 1644, l'anno stesso in cui Giovanni Battista Pamphilj salì al soglio pontificio con il nome di Papa Innocenzo X, e furono affidati inizialmente all'architetto Girolamo Rainaldi, per poi vedere il fondamentale intervento di Francesco Borromini, che progettò la magnifica facciata principale, l'imponente salone delle feste e la suggestiva galleria.

All'interno del palazzo visse la donna che fu una delle figure chiave della Roma Barocca, l'influente e ambiziosa Olimpia Maidalchini, cognata del Papa e nota come a tutti come Donna Olimpia, la quale visse sfarzosamente nell'edificio influenzando fortemente la politica e la corte papale dell'epoca, tanto che si era soliti dire che chiunque volesse avere i favori del Papa doveva passare - e non a mani vuote - prima dalla Pimpaccia, soprannome della terribile donna che alludeva però al suo essere rozza e arraffona.

Con il passare dei secoli e il declino della casata, il palazzo visse diverse alterazioni fino ad arrivare al 1920, anno in cui il governo brasiliano decise di prenderlo in affitto per stabilirvi la propria ambasciata in Italia. Questa forte connessione diplomatica culminò nel 1960, quando lo Stato brasiliano acquistò definitivamente l'intero complesso monumentale dai Doria Pamphilj, avviando negli anni successivi importanti lavori di restauro.
Sant'Antonio da Padova entrò nell'elenco dei 53 compatroni di Napoli nel 1628 e il busto reliquiario d'argento fu posto nella Cappella del Tesoro nel 1667.

Fu nominato patrono principale di Napoli nel 1799, sostituendo temporaneamente San Gennaro, il quale era stato accusato di aver appoggiato la Repubblica Partenopea. Nel 1814 San Gennaro fu reintegrato e il Santo di Padova rimase compatrono.
Il culto del Sacro Cuore di Gesù è una delle devozioni diffuse nella Chiesa Cattolica. Sebbene le radici di questa spiritualità affondino nella teologia medievale e nella mistica di figure come Santa Gertrude, la sua origine formale si deve alle rivelazioni private ricevute da Santa Margherita Maria Alacoque, una suora visitandina francese, tra il 1673 e il 1675 nel monastero di Paray-le-Monial.

Durante queste apparizioni mistiche, Gesù le mostrò il proprio cuore circondato da fiamme, coronato di spine e sormontato da una croce, pronunciando la celebre frase: "Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini". Attraverso queste conversazioni sovrannaturali, supportate spiritualmente dal gesuita San Claude de la Colombière, nacque un culto di riparazione per le ingratitudini e le indifferenze che riceveva dall'umanità, promettendo in cambio abbondanti grazie divine.

Nel 1856 Papa Pio IX estese la festa del Sacro Cuore a tutta la Chiesa universale, fissandone la celebrazione il venerdì successivo alla solennità del Corpus Domini per unire strettamente il Cuore di Gesù al mistero dell'Eucaristia. Questo culto ha ispirato la nascita di numerose congregazioni religiose e la consacrazione di intere nazioni.
Sfarzo, opulenza, ricchezza. Questi aggettivi descrivono in pieno la grande Chiesa, dedicata alla Natività di Maria e tutti i Santi, che i Padri Oratoriani fecero costruire a Napoli a pochi passi dal Duomo. Consacrata nel 1659, merita il titolo di Domus Aurea della Cristianità, in quanto non c'è centimetro quadrato che non sia ricoperto da marmi preziosi, gemme, stucchi e al suo interno operarono i più grandi pittori del tempo, da Luca Giordano a Mattia Preti, da Pietro da Cortona al Pomarancio, tanto che la Basilica è un vero è proprio campionario della storia dell'arte del sud Italia.

Il cappellone del transetto destro è dedicato ai Santi Martiri. Sull'altare c'è una tela di Giuseppe Piscopo che rappresenta una serie di Santi tra i quali Cosma, Felice ed Alepanzio, che i Girolamini consideravano loro particolari protettori. Di lato due monocromi dei primi del Settecento nascondono un segreto: attraverso un argano si alzano lasciando intravedere al di sotto due armadi con i reliquiari dei Santi Vito, Giulio, Flaviano, Ercolano, Antonio, Vitaliano, Liberale e Marcello. Nel registro superiore c'è una edicola con la Madonna della Vallicella attribuita a Giovan Angelo d'Amato, con ai lati due angeli di stucco attributi dalle fonti antiche a Giuseppe Verzella.

Una balaustra in marmo rosso di Francia, realizzata da Dionisio Lazzari, cinge l'altare maggiore, che mostra ai lati due meraviglie, i favolosi angeli reggi candelabro in marmo a grandezza naturale, scolpiti nel 1787 da Giuseppe Sanmartino, il celebre autore del Cristo Velato di Cappella Sansevero.

Antonio's engagement

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Frequently asked questions

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Who is Antonio?

Antonio (@arrethos) is a Personal blog creator on Instagram, also filed under Creators & Celebrities and Travel. Antonio uses an Instagram professional account. The Instagram bio for Antonio runs to 10 words.

How many followers does Antonio have?

Antonio has 12,121 followers on Instagram (12.1K). Antonio follows 5,977 accounts, so the audience is roughly 2 times the size of the list followed. With 4,009 posts published, Antonio's archive runs well past the 2,000 mark.

What is Antonio's engagement rate?

Antonio's engagement rate on Instagram is 0.69%, under 1%, fewer than 1 like or comment per 100 followers. On a typical post that comes to about 1 like or comment for every 145 followers. Likes outnumber comments by roughly 80 to 1, with 80 likes and 1 comment on an average post, so most reactions are taps rather than replies.

What does Antonio post about on Instagram?

Flinque files Antonio under 3 categories, led by Personal blog and followed by Creators & Celebrities and Travel. All 10 recent posts Flinque holds for Antonio are single images. The 10 recent Instagram captions Flinque holds for Antonio repeatedly use the words della, roma, papa, napoli and santa. Antonio writes those captions mainly in Italian. Antonio keeps 53 story highlights, which open with a free Flinque account.

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